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Avventura in Bassa California

di Adriano Ceccarelli.

“Avventura è la prima parola che viene in mente quando pensiamo alla Bassa California e ogni viaggio nella “Real Baja” reale’ finisce in una sorta di avventura “

All About Baja

Più volte nei viaggi fuori dall’Europa prima in motocicletta poi in fuoristrada con la mia fidata Toyota mi chiedevo quale fosse la vera emozione dell’avventura. I libri letti, gli articoli, sul web e le mille ricerche fatte sui primi pionieri dell’africa sahariana, sia antichi che moderni, mi relegavano di certo più un posto da turista “avventuroso” che uno di loro, ma la mia voglia di avventura era mia da sempre, fin dal primo ed amato “Manuale delle Giovani Marmotte”… forse e’ iniziato tutto in quel momento.

Il viaggio ha sempre significato per me un momento intenso sia di ricerca interiore che esteriore, i primi viaggi in treno in città europee fino alla sabbia del Sahara Tunisino e passando per varie motociclette fino a che la mia era del “fuoristrada” ha facilitato tutto.

Il viaggio inizia con l’idea di farlo, studiando e pianificando varie cose ed essendo un buon conoscitore del WEB, di Google Earth, di GPS e vari altri strumenti, , spesso mi chiedevo se studiare il viaggio minuziosamente come facevo non togliesse quel qualcosa di magico e di inaspettato a quei momenti che una volta venivano scoperti senza alcun anticipo.

Certo sapevo che viaggiando spesso in solitaria e facendo percorsi sempre fuori da quelli ordinari, non mi potevo permettere troppi errori, e quindi tutto quello serviva a scegliere posti e strade migliori, ma il dubbio mi rimaneva…

Poi qui in Bassa California ho acquistato il bellissimo ebook (qui la carta non arriva) di Anna Maspero “A come Avventura” e devo dire mi sono trovato d’accordo sul suo punto di vista ,

“…Oggi l’avventura ha perso molta della sua capacità evocativa, perché in un mondo interamente percorso, misurato, descritto e fotografato, la scoperta è diventata necessariamente una ri-scoperta e il conoscere un ri-conoscere”

Si è vero! Oggi viaggiare comporta uno studio profondo del territorio e delle possibilità su come fruire di quei giorni che si aspetta per molto tempo WEB mette a disposizione molte cose, ma poi c’è l’impatto con la realtà ,i colori i profumi …

In Europa ho viaggiato molto e spesso ho usufruito di Tour Operator solo quando non potevo farne a meno ( Deserto Sahara) e con tutto quello studio, il viaggio iniziava mesi prima e faceva parte della preparazione per suoi orizzonti.

Sia in Turchia che nei Balcani più volte mi sono sorpreso a ri-scoprire le tracce che avevo studiato, i Waypoint che avevo scelto sulle mappe, soddisfatto del tempo che gli avevo dedicato e ne riconoscevo i tratti pensando alle sere piovose passate a trovarli mesi prima. Bellissimo…

Oggi in Bassa California tutto questo apprendere è diventato un “lavoro” è un territorio solo in parte esplorato, ed in minima parte fruibile al turismo non organizzato, mi tiene occupano sul mio PC

Della Bassa California solo una piccola quantità delle strade è asfaltata, la ricezione cellulare è minima e riservata solo ai nuclei abitati e contando che è lunga circa come L’Italia e ha a sud di Tijuana 600.000 abitanti (come il mio vecchio quartiere a Roma!) i calcoli sono presto fatti…ogni viaggio, ogni giro anche di pochi gironi ha il gusto dell’avventura

Per viaggiare in Bassa California inoltre bisogna fare i conti con la variazione che il territorio subisce in funzione degli agenti atmosferici che qui sono pochi ma violenti, ecco che la gran parte dei posti più belli sono spesso riservati a quei pochi avventurieri, che non temono strade polverose e deserto inabitato.

Poi c’ce’ la paura del “Real Mexico”, qui molti Americani pur vivendo in questa regione, essendo “espatriati in pensiono” hanno molta paura di avventurarsi fuori dai percorsi ordinari e spesso anche in quelli, vivono in piccoli agglomerati ricostruendo spesso la loro vita negli Stati Uniti.

La Bassa California non è pericolosa, o perlomeno non in maniera da doverla vivere in modo preoccupato, il pericolo vero sulle strade è rappresentato solo da quei pochi animali che invadono la Carretera 1, oltre a quello c’è poco di cui aver paura…

Comunque sia, la sola Carretera 1 (MX1), strada federale che percorre tutta la Bassa California,  offre svariate emozioni a percorrerla , anche più volte,  le sterminata lingua di asfalto, i panorami insieme ai Cactus centenari ed ai colori del Deserto che cambia continuamente ecco che il solo viaggio fatto su asfalto ha comunque un senso.

Però a livello di costi e esperienza venire qui per fate solo e soltanto asfalto ci può lasciare l’amaro in bocca alla partenza, si può perdere la Bassa California reale, quella che amo, quella che mi ha fatto innamorare nel 2005, data del mio primo viaggio in Baja California.

Quella è nascosta, racchiude in se stessa, spiagge bianche e mare cristallino, baie piene di vita, deserto dai colori e dalla vita estrema, piante ed animali che sopravvivono in un clima estremo, fatto di vento e calore.

Quella è meno semplice da vivere, servono esperienza, equipaggiamento e supporto che difficilmente il turista o viaggiatore può trovare o portare per un viaggio anche di 20-30 giorni. Questa parte di territorio può diventare pericoloso in caso di problemi all’auto o comunque difficoltà tecniche, più volte si leggono dispacci sui social di persone disperse che non entrano in contatto con nessuno dopo alcuni giorni.

La Bassa California mantiene la sua natura selvaggia nonostante sia a pochi km dal paese più industrializzato del mondo, e spero che mantenga parte di questa sua natura anche per il tempo a venire, nonostante il progredire, viene ancora chiamata l’ultima frontiera.

Adriano Ceccarelli
Timelessbaja.com

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